Credere sempre in se stessi – Intervista a Giuseppe De Fabbio

Giuseppe De Fabbio, classe ’81, di Napoli, è in Axcent dal 2010.

E’ un ragazzo alto, sorridente, sempre molto allegro. E’ partenopeo, vitale, ed è proprio quando Axcent era ancora una piccola realtà nel napoletano che ha iniziato a lavorare.

“- Ricordo come se fosse ieri il mio primo colloquio in Axcent, non potrò mai dimenticarlo. -” mi dice, “-fu proprio Wladimiro – ancora oggi suo collega- a farmi un colloquio tecnico. -”

Prima di quel colloquio si era laureato in Informatica all’ Università degli Studi di Salerno, “- Sono sempre stato uno studente a tempo pieno. Ho fatto diversi piccoli lavori per iniziare ad essere indipendente dai miei genitori. Ho lavorato come Assistente tecnico di SW/HW privatamente, svolto volantinaggio, ecc.”

Un ragazzo attivo, deciso, penso, e me lo conferma: -“Avevo passato il colloquio conoscitivo con l’ex responsabile HR (ndr. Le Risorse Umane) per una posizione da Analista/Sviluppatore Siebel 6.3 per CRM di una nota società di telecomunicazioni. Le sue parole furono chiare: dobbiamo affrontare una nuova sfida, te la senti?”

“- E cosa le hai risposto?” chiedo, curiosa. “- Rimasi molto stupito dalle sue parole, d’altronde ero appena uscito dall’Università, ma senza pensarci due volte le risposi: Amo le sfide, proviamoci! Oggi il progetto è la punta di diamante di Axcent a Napoli. Il duro lavoro ha dato i suoi risultati.-“

Lo dice con una grande soddisfazione e un grande orgoglio; siamo al telefono, ma sono sicura che i suoi occhi stiano brillando al dirlo. Tutte le esperienze lavorative di Giuseppe sono state svolte in Axcent “-Un fedelissimo dunque! Ho fatto bene ad intervistarti. –“ scherziamo, ma so per certo che il suo non è stato un percorso noioso. Mi elenca pian piano tutte le attività per cui ha lavorato, passando da AX Simulator (non è un nome geniale? ndr. ) a tutti i paroloni da ingegnere, Siebel, CRMR, Stub, Visual Basic, Joomla, SQL, PHP… che anche dopo tre anni in un’azienda di informatica mi creano ancora confusione e quindi la mia domanda sorge spontanea: “- Giuseppe, ma cosa fa un Analista programmatore?”. Capisco che è una persona che mette a disposizione le sue conoscenze sulle tecnologie più avanzate per un Cliente, ne analizza le esigenze e le traduce (“customizza” nel gergo tecnico) in un progetto funzionante, tipo sviluppando un Software da zero.

Oggi Giuseppe parla di tecnologie all’avanguardia e in forte espansione (vd. Pega 7.2) ma: “-Quando ho iniziato a lavorare in Axcent non avevo esperienza lavorativa in questo settore, era la prima volta che interagivo con una realtà aziendale di tale portata. In quasi nove anni, grazie ai miei responsabili, ai colleghi con i quali ho condiviso la maggior parte del mio tempo, ho potuto davvero imparare molto nel mondo della consulenza informatica. Ho conosciuto nuove piattaforme che gli studi universitari non mi hanno permesso di conoscere e approfondire. Sono sicuro che altri percorsi lavorativi, anche attinenti alla mia laurea, non mi avrebbero fatto sviluppare le stesse competenze o acquisire tutte le nuove nozioni che ho acquisito.”

Anche quando non è in azienda, aggiunge, non significa che sia lontano dal lavoro perché quando può cerca di approfondire e aggiornare le sue conoscenze. Suppongo che per un informatico sia essenziale. Gli chiedo un po’ della sua vita al di fuori del lavoro: “- Come tutti, cerco di ritagliarmi spazi per poter dedicare tempo alle persone care, come la mia famiglia e gli amici, di viaggiare e visitare il più possibile posti nuovi.” ma ho l’impressione che per lui sia complicato dividere del tutto dalla sua vita generale, quella lavorativa.

“Hai creato stretti legami a lavoro?” gli chiedo. “Se ho stretto legami al lavoro? Posso dire che in azienda siamo prima amici e poi colleghi e non potrebbe essere diversamente visto che passo con loro la maggior parte della mia giornata. Se potessi condividerei tutti i miei ricordi più belli, ma non mi basterebbero poche righe.” Menziona le feste aziendali, la festa natalizia a Milano per i dieci anni di attività di Axcent, le pause pranzo con i colleghi tra una pizza e un caffè – che non manca mai!- ma si sofferma soprattutto sulle lunghe notti di lavoro passate in Software Factory per rispettare le scadenze di lavoro; a quelle, stranamente per molti, devono essere legati i suoi ricordi migliori. Non mi stupisce, in Software Factory ho sempre respirato buona aria; anche se mi vedevano raramente, i colleghi sapevano sempre come coinvolgermi nel modo giusto.

Il motto di Giuseppe che riassume tutte le sue esperienze? “Credere sempre in se stessi e non smettere mai di migliorare, perché il duro lavoro e la passione per il lavoro ripagano sempre!”

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